Scegliere la scuola materna

imageFra qualche giorno si apriranno le pre iscrizioni per la scuola materna e così, genitori e figli, intraprenderemo i primi passi al di fuori del nido.
Cominceremo il percorso che ci porterà, finalmente, alla scuola pubblica.
Le mamme stanno per entrare in fibrillazione: quale è la scuola migliore?
E all’interno di questa, quale sezione e’ la migliore?
E la maestra migliore?
E i compagnetti migliori?
Terranno i bambini provenienti dal nostro nido tutti assieme?
E’ vero che gli alunni che escono dalla classe della maestra X, andranno poi nelle migliori sezioni della scuola primaria?
Ma insomma, ma di che stiamo parlando?
Per quanto mi riguarda, non avrei molta intenzione di influire su questi aspetti della vita scolastica e sociale dei miei figli.
Piuttosto, quello su cui sto cominciando a riflettere e’ il sistema scolastico italiano (come dire: riflettere sull’origine della vita! Eh, già, sono fatta così!).
Mi è capitato, in questi giorni, di parlare con una conoscente che fa l’insegnante di scuola materna da più di vent’anni in una delle scuole più gettonate della nostra (misera) città.
E quello che mi è sembrato di dedurne e’ che non c’è, da parte di queste maestre, un’attenzione al bambino come singolo individuo che interagisce con dei coetanei, ma, piuttosto, la convinzione che i bambini siano tutti uguali e che debbano uniformarsi e non fare i capricci.
“Come fai ad allontanarti da questo punto di vista quando hai ventisei bambini, tra i tre anni e mezzo e i cinque, da tenere a bada?” Si starà già chiedendo qualcuno.
Già, ma la pedagogia moderna e’ andata avanti, per fortuna e credo che questa visione sia un po’ obsoleta per i nostri tempi.
No, non sono di quelle mamme che “i miei figli non si toccano”, di quelle che “i miei figli hanno sempre ragione”, o “guai chi alza la voce con mio figlio” o “mio figlio può fare quello che vuole”.
Mi dicono (le educatrici o le altre mamme) che il Tigre e la Pulcetta sono “bambini buoni”; mi dicono che devono spingerli a essere meno remissivi ed educati. Giuro, io non ho fatto niente al di la’ dell’insegnar loro le normali norme di comportamento: “non spingere la sorellina”, “non strattonatevi i giochi”, “sarebbe bello se tu dicessi per favore” (a casa non lo fanno mai, a scuola, pare, diventano dei gentleman e delle gentlewoman!)
Ecco, visto la “particolare natura dei miei figli”, di bambini normalmente  seguiti ed educati, forse le mie domande alle insegnanti di questa futura scuola materna sarebbero:
quanti bambini conterrà ciascuna classe?
Perché, questo, per l’inserimento del Tigre, che è un bambino introverso e che non ama la confusione, potrebbe essere determinante.
Quanto tempo viene dedicato al gioco libero?
Perché sempre di una materna si tratta e questi bambini, di tre e quattro anni, sono ancora piccini.
E’ prevista la lettura, non dico giornaliera, ma almeno settimanale, di albi illustrati per bambini da parte dell’insegnante?
Mi dicono che, piuttosto, in alcune scuole, arrivati ad un certo orario in cui i bambini sono più stanchi, li mettono davanti alla tv a vedere i cartoni animati!
I bambini trascorreranno del tempo in palestra a fare dei semplici giochi motori?
E’ previsto, all’interno della scuola, un supporto psicologico per i genitori che ne sentissero il bisogno?
E dei colloqui con le educatrici in maniera tale da creare un ponte casa-famiglia?

Forse le mie sono delle domande un po’ stupide, alle quali so già dare una risposta da sola, ma voglio farle lo stesso. Cosa costa?

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7 pensieri su “Scegliere la scuola materna

  1. Le tue sono ottime domande; io ho aggiunto(sin dal nido) anche domande sul progetto educativo e pedagogico, puoi chiedere anche uno degli anni passati per farti un’idea
    sullo stile educativo scelto dalla scuola (comportamentista, montessoriano etc…)
    e soprattutto quale rilevanza danno alla creatività, all’arte, all’espressione in genere
    il numero per classe è determinato per legge sia nella scuola materna statale che per quelle private parificate (non meno di 18 e non più di 26-elevabile anche a 29)
    Non sono invece d’accordo su quello che ti ha detto la collega, la scuola materna dal D.M 3/O6/1991 HA PRECISI obiettivi e finalità e la prima è lo sviluppo della propria identità,
    non certo l’uniformità e l’addestramento! è ritenuta a tutti gli effetti il primo gradino della scuola ed uno dei più importanti visto il particolare momento di sviluppo dei bambini.

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  2. io ho scelto la materna per Filippo lo scorso anno. La mia mamma, che non abita nella nostra stessa città e non avrebbe visto le scuole ma voleva comunque dire la sua, mi ha fatto due sole domande: quanto è lontana, è di strada? Le pareti sono colorate? Una logistica che permettesse al nipote di uscire il più tardi possibile ed un ambiente accogliente ed allegro erano gli aspetti secondo lei più importanti…

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    • Le domande di tua madre sono quelle di una nonna basata e interessata. Le uniche che tutti dovremmo poterci porre. Purtroppo, avendo a che fare con un quasi quattrenne introverso-amplificato che fa stare me e suo padre sulle montagne russe delle emozioni, ho creduto di dover tenere conto sia di quello che vorremmo noi genitori (niente interferenze sulla loro socialità, ne classi di “elite” formate da bimbi-figli-di), sia di alcune questioni pratiche come il tempo dedicato alla lettura, che per entrambi i miei figli, ma soprattutto per il maschietto, rappresentano dei momenti di raccoglimento e concentrazione, fondamentali per la sua personalità. Nel prossimo post vi racconterò come e’ andato il colloquio con la maestra con la quale vorremmo iscriverli.

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  3. Le tue domande stupide!?!?!? Sono delle domande da cui traspare che sei una mamma che legge e che è mooolto interessata al suo tigrotto 🙂 In bocca al lupo per la ricerca della migliore struttura per tuo figlio!

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    • In effetti, Diciamo che la letteratura, i libri e le storie sono parte fondamentale della mia personalità. E ovviamente l’ho passato a loro…almeno per ora. Però, credimi, mi sono sentita stupida nel voler porre quelle domande un po’ ingenue. E invece non è andata così male nel colloquio con la maestra…

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  4. Pingback: La scelta della scuola materna: conoscere l’insegnante | laprossimavoltamamma

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