Cambiamenti: uccidere la propria madre

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Credits: wwww.vibekehoie.no

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Io dico sempre che ho cambiato tante vite. In una delle mie vite precedenti mi imbarcavo sulle navi per studiare i delfini. Poi, nella vita successiva, che comunque è sempre questa, ho vissuto a Montreal, mi sono occupata della mia scrittura, di ceramica, di arte. Ho capito che la mia anima era più vicino a queste cose. Poi, un’altra vita ancora: ho vissuto otto anni in una libreria. La libreria non era mia, ma era come se lo fosse, almeno, la gente pensava così. Poi la libreria ha chiuso, io mi ero già sposata con Stoik l’immenso: in quella vita li’ ho viaggiato molto. Poi è arrivato il Tigre e, subito dopo, la Pulcetta ed eccomi in questa altra vita di adesso, puntata su di loro e tutta salti mortali. Prima ancora c’era la vita in cui i miei genitori si erano separati. O forse quella era la loro vita. E comunque anche la mia: quella in cui incontravo mio padre con la sua nuova compagna e lui non mi guardava neanche in faccia. La vita in cui, con mia madre e i miei fratelli, ci siamo trasferiti dalla nonna perché papà e mamma non stavano più assieme. Vite diverse, vite nella vita. Cambiamenti. Crescite: come se le ossa, allungandosi, ci facessero provare dolore e poi ci si ritrova adulti, con uno sguardo diverso sulle cose. Ora sono in questa maternità, con un figlio ipersensibile che mi respinge e vuole attenzione; accende i fuochi d’artificio ogni giorno con la sua intelligenza, la sua introversione, i suoi cambiamenti d’umore repentini, il suo essere distante. Quanto sforzo dovrà fare questo piccolo bambino per entrare in un mondo per lui così ostico e incomprensibile? Quanti tentativi dovrà fare la Pulcetta per trovare il suo modo per stare in questa vita, lei così timida, lei che guarda sempre al fratello più grande-furbo-attento-simpatico-forte? Quel fratello così vicino e più grande di un solo anno. Il Tigre sta vivendo uno dei primi cambiamenti importanti: un cambiamento in cui prova ad uccidere sua madre. Al nido ad una delle stagiste ha detto:” lo sai? La mia mamma e’ morta!”, con grande sconvolgimento della poveretta. A casa, ridendo, mi dice che: ” la piccola Prossimavolta e’ nata morta dalla pancia della sua mamma.” O che: “lui e’ un insetto stecco e io sono il ramo. E Il ramo se lo porta via il vento.” Per la prima volta sente se stesso e sta provando ad essere qualcosa di diverso e distante da sua madre: perche’ cambiare, per un bambino di quasi quattro anni, può voler dire anche allontanarsi dalla propria madre e cominciare a sentire di essere altro da lei. Per fortuna, ogni tanto poi mi abbraccia. E per il Tigre gli abbracci non sono roba da poco, visto che li dispensa raramente come roba pregiata e introvabile! Anch’io sto vivendo il mio cambiamento. Questo essere madre in una maniera così diversa da come me lo ero immaginato. Uno di quei cambiamenti da cui si esce rotti e, comunque, felici.

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5 pensieri su “Cambiamenti: uccidere la propria madre

  1. MI piace… mi piace tanto… e sempre piu spesso anche io mi ritorvo a pensare a vite precendenti… (ma semrpe con questo corpo).. cosi lontane e diverse da quella che vivo ora….

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  2. Pingback: A proposito di cambiamenti | laprossimavoltamamma

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