Giochi con il ghiaccio

Al Tigre piacciono gli “esperimenti”, o meglio, quelli che lui chiama esperimenti. Complici i racconti di uno zio chimico che, fin da piccolo, ne combinava di tutti i colori, con le sue scatole del piccolo chimico.

Essendo ancora un po’ piccolo e non avendo io sempre voglia di impiastricciare la cucina con soluzioni di sale, limone e bicarbonato che fanno tanto  un divertentissimo effetto vulcano, ricorriamo spesso…al ghiaccio. L’idea mi è stata suggerita da quel genio di Giada del blog quandofuoripiove.

Immergere qualcosa nell’acqua per poi vederla, dopo qualche ora, ingabbiata in trasparenza in un cubetto di ghiaccio fa tanto “era glaciale”.

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A volte, per rendere il gioco un po’ diverso, coloriamo anche i cubetti:

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E poi ci giochiamo a “hockey sulla leccarda”!

Da ultimo, creiamo delle bellissime uova di ghiaccio riempiendo dei palloncini che infiliamo in freezer e poi “sbucciamo” una volta ghiacciati:

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A volte diventano degli attraenti ghiaccioli, ma va beh!

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E sempre, dico sempre, va a finire che ci si inzuppa fino ai gomiti!

 

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In macchina

“Mamma, perché Norman Price (un personaggino del cartone Sam il pompiere) non ha il papà? ”

E, ancora prima di darmi il tempo, arriva l’autorisposta.

Tigre:”Forse è andato in guerra ed è morto”

Eccola li l’ossessione del Tigre. Corro ai ripari:

” Magari loro stanno a Pondypandy e il papà lavora a Londra, che è lontana, e torna solo in primavera”

“Oppure…”

Ecco, stanno partendo con un’altra spiegazioni delle loro. Devo trovare una risposta che non sia troppo traumatica e plausibile. E, il tutto, mentre guido e in tre secondi. Panico.

Pulcetta:”Oppure, la sua mamma si è arrabbiata col suo papà e lo ha mandato in un’altra casa”

Ehm, ma chi sono questi due che porto in giro sul sedile posteriore della mia macchina?

 

Pensieri post Londra

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Vorrei vivere in una città in cui si riciclano i rifiuti.

Vorrei vivere in una città in cui hai la possibilità di godere del verde.

Vorrei vivere in una città in cui, se chiedi un’informazione, ti richiamano per dirti che si erano sbagliati e darti quella giusta.

Vorrei vivere in una città piena di gente educata.

In una città in cui c’è  almeno un museo.

Vorrei poter crescere i miei figli in quella città.

Londra#4

Quarto e ultimo giorno a Londra.

Andiamo alla Tate Modern  per far vedere un museo d’arte ai bambini. L’ultima volta che ci siamo stati io e Stoike, nella sala delle turbine c’era il sole di Eliasson: speriamo che, anche senza quella installazione, la grandezza della sala possa comunque impressionarli.

imageMa per i bambini il mondo ha delle coordinate diverse: quello che è grande per noi, per loro può risultare normale. E, magari, quello che è solo sapone per noi, e’ per loro qualcosa di magico:

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Ieri era domenica e quindi confusione un po’ ovunque. Avremmo voluto fare un giro sul Tamigi, ma una barca s’era rotto e avremmo dovuto aspettare un’ora sotto il sole di una Londra inaspettatamente estiva. Decidiamo per Covent Garden: giretto  e a casa nel tranquillo quartiere di Bloomsberg per la cena.

E oggi si ritorna. Tutti a malincuore.

 

Londra#3

“Oggi, possiamo tornare all’acquario, mamma?”

“No, Tigre, a Londra ci sono tante cose da vedere!”

E così, per evitare di passare tre giorni al misconosciuto, seppur bello, acquario di Londra, la nostra seconda tappa prevedeva il Natural History Museum.

Nel giardino del museo, in questo periodo, c’è una bella casa delle farfalle, che abbiamo visitato per prima.

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E poi, subito il museo, con i suoi dinosauri – a dire il vero un po’ “spettacolarizzati” – e le esposizioni delle altre specie.

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Stanchissimi, siamo…ehm, sono crollati.

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E così, riposino nel parco: in questo caso Hyde Park.

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Piu grande, più “selvaggio”, se vogliamo meno “ordinato”, del St. James.

Appena svegli, il playground del Lady Diana Memorial, per il quale, essendo sabato,  abbiamo dovuto fare una fila. Il playground era un po’ affollato, ma ai bambini, ovviamente, e’ piaciuto lo stesso.

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Londra#2

Anche se, quando abbiamo preso i biglietti per Londra, non pensavamo minimamente di visitare il London Sea Life Aquarium, la passione del Tigre per pesci e acquari, nata come codazzo di quella per rettili e terrari, ci ha obbligato  a metterlo prepotentemente come prima tappa del nostro viaggio.

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Poi, stremati, sosta al St. James Park

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Per poi giocare nel suo playground fino al tramonto!

Londra#1

Ieri siamo arrivati a Londra. Il Tigre fra i suoi umori altalenanti, eccitatissimo dal viaggio e la Pulcetta, la viaggiatrice modello che approfitta di tutte le pause sui mezzi di trasporto per dormire e riservare le sue energie per dopo.

Ieri sera soltanto un giretto per il delizioso quartiere di Bloomsbury, dov’è il nostro albergo, fish and chips e poi a nanna.

 

Bloomsbury

Bloomsbury

 

Fish and chips

Fish and chips