Ti sposi con me?

“Ti sposi con me?”
“No, mi hai fatto arrabbiare!”

Chissà per quale futile motivo, il Tigre e’ arrabbiato con me. Siamo al sommo ricatto: non mi vuole più sposare. Di solito e’ lui ad avanzare la proposta.

“E dai, ti sposi con me?”
“No! Mi sposo con Miriam!”
“E dai, sposati con me.”
“No. Ma io dico alla mia donna che faccio un giretto e vengo da te a casa tua e ci resto molto molto.”

La sua donna? Un giretto? Casa mia? Ma quanti anni ha? Io ricordavo di averlo partorito nel 2010.

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Davanti al mare

Davanti al mare, una domenica pomeriggio. Il Tigre e Stoike sono più in la, mentre io e la Pulcetta giochiamo con i sassi.

“Papà, com’è nato il mare?”

Molecole, idrogeno, ossigeno, atmosfera?

Sento Stoike che da una spiegazione dell’evaporazione e della pioggia.

Si, ma lui aveva chiesto com’è nato il mare.

E voi come rispondereste ad un bambino di quattro anni?

Londra con i bambini piccoli

 

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Innanzitutto, chiariamo subito cosa si intende in questo post per bambini piccoli: il Tigre e la Pulcetta hanno rispettivamente quattro e tre anni compiuti da poco. Questo vuol dire che viaggiare con loro comporta, ad esempio, il tirarsi dietro dei passeggini e tutta una serie di cose che si possono o non si possono fare. Certo, entrambi non hanno bisogno del fasciatoio, ma, ad esempio, non li si può portare a mangiare cucina etnica.

Quando abbiamo deciso di passare quattro giorni a Londra, qualcuno ci ha detto:”Ma cosa c’è a Londra per i bambini?” A me questa sembra una domanda un po’ stupida: qualcosa da fare con i bambini la trovi comunque, a Milano come a Firenze, a Barcellona o a Berlino. Perché non è che devi necessariamente andare a Eurodisney per portare i bambini a Parigi.
Comunque, adesso che ci siamo stati, posso dire che Londra e’ una città parecchio a misura di bambino.
E per chi vuole andarci come noi con due quasi gemelli, o con due bambini piccoli, eccovi il resoconto di quello che abbiamo fatto.

Fin da subito ci ha allettati un volo diretto che dalla nostra città vola a Londra-Gatwick.
L’aeroporto è davvero distante (un’ora e mezzo di strada) e bisogna prendere un taxi che ci è costato un occhio della testa, ma, del resto, con due bambini, due passeggini, due trolley e due zainetti non avremmo potuto fare altrimenti.
L’alternativa era quella di spedire i bagagli al nostro albergo con un corriere, ma avremmo dovuto prepararli una settimana prima e la spedizione sarebbe costata quasi quanto la metà dei biglietti aerei per tutta la famiglia!
Il nostro albergo si trovava nel quartiere di Bloomsbury, che, come ho detto qui, si è rivelato un’ottimo punto di partenza. In realtà la scelta e’ stata dettata dalla necessità di avere una camera quadrupla, cosa non facile a Londra (a meno di non voler spendere una fortuna prendendo due doppie). Eravamo a due passi dalla stazione della metropolitana di Russell Square e dal british Museum. Inoltre il nostro albergo, con tutti gli altri che vi sono vicini, si affaccia ad anfiteatro su dei giardini, i Cartwrigth Gardens, che ne fanno un posto tranquillo pur avendo un bel po’ di pub e ristorantini nelle vicinanze (quest’ultima, cosa altrettanto comoda). L’unica piccola scomodità, se vogliamo, la stanza ad un secondo piano senza ascensore. Ma non si può volere tutto, soprattutto quando si viaggia.

 

Il primo giorno di visita siamo andati al London Sea life Aquarium: una scelta inusuale per chi visita questa città, ma non del tutto peregrina. L’acquario è molto ben fatto e se, come noi, avete dei bambini particolarmente attratti dal mondo animale, si divertiranno parecchio. All’uscita del Sea life abbiamo mangiato un classico hamburger (con vista sul big ben) e ci siamo diretti a St. James Park. Qui abbiamo passato il pomeriggio fra scoiattoli, anatre e un bel playground recintato con sabbiera, altalene e scivoli.

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Il secondo giorno abbiamo scelto di vedere il Natural History Museum. In questo periodo e fino al 14 settembre nel giardino del museo vi è ospitata una casa delle farfalle (con biglietto per gli adulti): anche questa e’ una visita che piace molto ai bambini. Malgrado dalle nostre parti ci sia una casa delle farfalle molto ben fatta che il Tigre e la Pulcetta hanno visto di recente, anche questa del natural History li ha molto incuriositi: evidentemente le farfalle con i loro colori e il loro svolazzare attraggono i bambini.

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La visita del museo vero e proprio (che è gratuita) e’ un po’ lunga per dei bambini così piccoli. Visto che soprattutto la zona dei dinosauri e’ molto affollata e si fruisce, in parte, tramite una passerella sospesa, noi abbiamo posato i passeggini nel guardaroba, per riprenderli solo alla fine. L’edificio del natural History vi stupirà per la sua magnificienza.
Dopo il museo ci siamo diretti ad Hyde Park per un riposino sotto un albero: questo parco, più grande e meno ordinato di St James, e’ comunque molto bello. Alla sua punta estrema si trova il lady Diana Memorial playground (vale la pena informarsi o guardare la cartina del parco, posta alle varie entrate, per accertarsi della esatta ubicazione del playground). Probabilmente perché di sabato, abbiamo dovuto affrontare circa mezz’ora di fila per l’ingresso, Ma ne valeva la pena: al suo interno l’attrattiva maggiore e’ costituita dalla grande barca di legno insabbiata che simula il veliero di Capitan Uncino della fiaba di Peter Pan. Tutt’intorno al veliero, sul quale ci si può arrampicare, i bambini possono giocare liberamente con la sabbia. Sono inoltre presenti delle tende indiane, delle strutture con scivoli, ponti e percorsi sopraelevati, delle altalene, dei giochi sonori e delle sculture di animali in legno sulle quali arrampicarsi.

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La domenica, nostro ultimo giorno di visita, abbiamo scelto la Tate Modern. Ovviamente abbiamo dato un’occhiata solo alle opere che ci interessavano: in particolare le foto di Robert Mapplethorpe e alcune sale con i dipinti di Alex Katz. Abbiamo saltato a piè pari “Matisse the cuts out” perché i bambini erano troppo stanchi. Loro si erano invece già divertiti con una bella attività presente a uno dei piani del museo: delle postazioni elettroniche che permettevano di dipingere virtualmente quello che desideravano, per poi “lanciare” ciascun disegno proiettandolo sulla parete. Il risultato era un muro colorato, pieno di dipinti degni della migliore pop art!
Dopo aver riposato all’interno della Tate, abbiamo fatto una passeggiata sul lungo fiume, dove si incontrano ragazzi che fanno spettacolini con delle enormi bolle di sapone che, neanche a dirlo, fanno impazzire i bambini. Poi, pausa con gelato in un caffè e via verso Covent Garden. Li’, purtroppo, c’era troppa confusione così abbiamo solo fatto un giro veloce e poi siamo andati a cenare dalle nostre parti.

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Il giorno dopo avevamo soltanto poche ore prima della partenza e così le abbiamo impiegate per fare un giretto a Bloomsbury, dove molte piazze hanno dei grandi giardini recintati e dove la presenza di Virginia Woolf e del “circolo” e’ spesso ricordata con foto o targhe. Ci sarebbe piaciuto avere qualche ora in più per visitare il British Museum che avevamo davvero a due passi, ma, per questa volta, non ci siamo riusciti. Un motivo in più per tornare a Londra!

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http://www.crescenthoteloflondon.com

http://www.visitsealife.com/london/

http://www.royalparks.org.uk/parks/st-jamess-park

http://www.nhm.ac.uk

http://www.nhm.ac.uk/visit-us/whats-on/events/programs/nhm/sensational_butterflies_exhibition.html?date=24.05.2014

http://www.royalparks.org.uk/parks/kensington-gardens/facilities-in-kensington-gardens/diana-memorial-playground

http://www.tate.org.uk/visit/tate-modern