Italia oggi

Fra meno di un mese partiamo per l’Irlanda. Ieri, fra le tante faccende da sbrigare prima della partenza, volevamo rinnovare le carte d’identità dei bambini. Telefoniamo ad una delle circoscrizioni comunali di quartiere per chiedere informazioni. “Si, necessitano entrambi i genitori.” E “si, necessitano tre foto tessera recenti”.
Stoike smette di lavorare mezz’ora prima e riemerge dalle sue carte tutto trafelato e ci avviamo all’ufficio anagrafe.
Chiusura alle 13. Nostro arrivo 13 meno dieci.
Entriamo: occhiata dell’impiegato all’orologio.
Poi, senza alzare lo sguardo e in dialetto: “Ci vuole il ragazzo”.
“Guardi che è solo un rinnovo e abbiamo i vecchi documenti. E comunque non si tratta di un ragazzo, sono dei bambini di quattro e tre anni”
“Ci vuole il ragazzo”
Stoike:”Lo so che a lei non importa nulla, ma io avevo chiamato, come mai non me lo avete detto?”
Ci ha guardato malissimo senza rispondere.
Viviamo in una città in cui l’impiegato del comune addetto al pubblico non parla la lingua italiana e in cui, se chiami per delle informazioni, si fermano alle domande che vengono poste, senza elargirne altre fondamentali.