Abbiamo visto Dragon Trainer 2

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La sera dell’11, in una bellissima arena piena di piante, fiori e famiglie con bambini, abbiamo assistito all’anteprima del secondo capitolo delle avventure di Hiccup e degli altri cavalieri.

Il film è davvero ben realizzato, tanto da risultare gradevole anche ad un adulto (seppur appassionato). E la trama non è un già visto in assoluto: certo non c’è (quasi) nessuna sorpresa nella narrazione, ma non è banale e smielata come può esserlo un film “di principesse” della Disney.

Visto che io e Stoike (il mio Stoike, non quello del film) non andiamo quasi più a vedere film per adulti, ho colto l’occasione per trarre qualche pensiero anche da un cartone per bambini e preadolescenti!
In effetti la ritrovata madre di Hiccup è il vero nuovo personaggio di questo sequel ed è lei a dare la chiave di lettura per il carattere problematico (almeno, lui lo vive così) del protagonista.
Fin dal primo film, Hiccup è diverso dagli altri ragazzini di Berk: più intelligente e meno vichingo. Lui stesso non capisce come può essere così differente da suo padre, il capo del villaggio, Stoike l’immenso. Si redime soltanto grazie all’amicizia che riesce a instaurare con i draghi, grande flagello di Berk, spingendoli a diventare animali quasi domestici.

In questa nuova avventura, la madre che lui stesso ritrova ci spiega molto del modo di essere di questo ragazzo, così incline all’amicizia con i draghi e così imbranato nei rapporti con gli altri esseri umani.

In fondo se il Tigre è così cervellotico e sensibile e più propenso ad amicizie con bambini più grandi è perché io sono come lui.

Ebbene si, anche Dragon Trainer offre spunti di riflessione ad una madre che non la smette di usare troppo la testa!