Ci siamo fatti quattro palle

In queste feste di febbre, tosse e mal di pancia come si può far passare il tempo infinito a due bambini ancora piccoli (soprattutto se, come da noi, non si utilizza il tablet o la Tv per i tempi morti e neanche per quelli vivi)?

Per il giorno dei diritti dei bambini, la maestra del Tigre ha organizzato un laboratorio avvalendosi di collaboratori esterni che hanno intrattenuto i bambini con burattini, pitture, teatrini e giochi. La Pulcetta, invitata come ospite esterna, ha partecipato ad uno dei laboratori di creatività durante il quale un ragazzo, con poca pazienza e molta manualità, ci ha insegnato a fare una tartaruga partendo da un quotidiano e dello scotch carta.

Una volta a casa abbiamo creato anche noi diverse tartarughe.

Ma ci avevano detto in quell’occasione che, con la stessa tecnica, si potevano fare delle palle di Natale.

Ovviamente al momento opportuno l’informazione è tornata a galla.

Ed eccoci qui con quello che serve:

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– Carta di un quotidiano

– scotch carta

– forbici

– colla

– filo (noi abbiamo utilizzato del filo di lana, sempre quello)

– colori a tempera

– pennelli

La realizzazione è davvero molto semplice: si appallottola un foglio di giornale, si avvolge questa prima palla con un altro foglio, si manipola un po’ per darle una bella forma rotonda (noi lo abbiamo fatto poco!) e poi si procede ad avvolgere lo scotch carta tutto intorno alla palla. Nel frattempo si lega il filo con lo scotch carta. E quando la palla è pronta la si può dipingere.

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E poi, appenderla sui rami dell’abete:

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3 pensieri su “Ci siamo fatti quattro palle

    • Premesso che non sono una talebana e che mi ritengo anche una mamma con poco polso, cerco di spiegarti che volevo dire: ho visto tante volte e nei posti più disparati bambini piccoli come i miei occupati con un gioco su un tablet o un cellulare. Mi ha colpito l’immersione totale del bambino nel gioco e la discrepanza con il posto, spesso un ristorante all’aperto d’estate, ma anche ad una festa per bambini (!!), in ufficio in coda con il papà, in un negozio accanto alla mamma venditrice. Anche il Tigre e la Pulcetta, ovviamente, ne sono attratti, ma sanno che più che altro quelli sono strumenti da lavoro. …Nei quali ci sono giochini che piacciono anche a loro, così, unica eccezione, quando hanno avuto la tosse, facendo l’aerosol, hanno avuto il permesso di utilizzarlo. Ma hanno tre giochini adatti alla loro età (piccoli puzzle, schemi da colorare o uccellini da portare in giro). Spero di essermi spiegata. Un abbraccio

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      • Capisco quello che intendi, bambini come da te descritti ne ho visti anche io, a malincuore. Più che altro perché sono davvero rimbambini, più che immersi… Eppure, dall’altro lato, trovo che si rivelino strumenti anche per la didattica, ed è un peccato non sfruttare al meglio le opportunità che ci vengono date dalle tecnologie. L’abuso non va mai bene, ma nemmeno l’altro estremo, ovvero la demonizzazione. Era solo una mia curiosità 🙂

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