Irlanda con i bambini #2

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Dopo i due giorni a Dublino, di cui potete leggere qui, abbiamo preso la macchina e affrontato la tappa più lunga che, attraversando tutta la parte bassa dell’Irlanda, ci ha portati a Dingle, nell’omonima penisola.
Dingle è una piccola cittadina marinara, turistica ma non del tutto rovinata dalla folla di visitatori, che resta comunque modesta anche in luglio o agosto.

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L’attrazione del luogo è un tursiope, stanziale nelle acque della baia, di nome Fungie. Per vederlo partono numerose barche che, addirittura, non fanno pagare la crociera qualora il delfino non si facesse vedere.
Neanche a dirlo il Tigre e la Pulcetta erano entusiasti dell’esperienza sulla barca d’avvistamento: quando mai capita a due bambini di poter osservare un delfino in mare aperto?
E per completare la visita a Dingle abbiamo visitato anche l’acquario della cittadina: certo non è quello di Londra, ma a loro è piaciuto lo stesso.

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Il giro della penisola lo abbiamo fatto in macchina al tramonto, in maniera, purtroppo, un po’ frettolosa: le scogliere e i colori del cielo e del mare avrebbero meritato qualche sosta in più.

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Quello che davvero ci ha reso ancora più piacevole la sosta nella Dingle peninsula è stato il nostro alloggio: la Dingle Pax house. Ad un chilometro dalla cittadina, questo albergo, arredato con gusto e gestito con passione, gode di una splendida vista sulla baia: dai divani della sua veranda, sorseggiando un caffè, fra il cane Rio e la gatta Mali che riposavano ai nostri piedi, potevamo vedere Fungie e le barche che uscivano per osservarlo.

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Inoltre, se volete mangiare pesce in Irlanda Dingle è il posto giusto: noi abbiamo mangiato molto bene al ristorante The Half Door, sulla strada principale con la sua porta (che si apre a metà) colorata di giallo.

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A Killarney siamo andati per il parco nazionale, il più grande d’Irlanda. All’interno del parco si possono fare gite sul lago e visitare la Mackross Abbey o il Ross Castle.

Il Tigre, invece, si è lanciato nell’identificazione delle numerose specie di farfalle presenti nel parco, previo acquisto di apposito libretto.

La Pulcetta, a sua volta, ci teneva al giretto in carrozza (altro modo caratteristico di visitare parte del parco) e così, trainati da Roxie, una cavallina pezzata, abbiamo raggiunto le cascate.
Il nostro alloggio a Killarney era una casa di campagna adibita ad albergo, nelle vicinanza del Gap of Dunloe, che non abbiamo visitato perché la visita è lunga e complicata e noi avevamo soltanto un paio di giorni a disposizione. Nelle vicinanze c’è un ristorantino in una casa antica che prepara delle buone bistecche ed ha anche un soddisfacente menù bambini.

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Da Killarney ci siamo spostati a Kilkenny dove la sosta al castello, con il suo grande parco, è d’obbligo. Poco distante dal castello è sempre all’interno del parco c’è un bel playground dove il Tigre e la Pulcetta si sono divertiti fin quando la pioggia irlandese non ci ha colti.

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E con questa pioggia si è concluso il nostro viaggio in Irlanda. Infatti, all’indomani, siamo partiti da Kilkenny (anzi dalla fattoria dove alloggiavamo a qualche chilometro dalla città) per tornare a Dublino e quindi in Italia. Ma con il cuore pieno di musica, aria aperta e tanto verde!

Se state organizzando un viaggio in Irlanda con i bambini e avete bisogno di qualsiasi informazione potete scrivere nei commenti.

Elogio del figlio NON unico e della tolleranza

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Sarà perché è più grande, sarà perché è sempre stato così e io non me ne ero accorta (gli occhi offuscati dai presagi oscuri delle educatrici dello strampalato nido pseudo montessoriano), ma il Tigre in questo periodo fa amicizia con tutti i bimbi che trova ai giardinetti (se così si possono chiamare le aiuole poco curate delle piazze delle nostre parti), al ristorante o dove capita.
La Pulcetta no. La Pulcetta preferisce restarsene vicina a me ad ascoltare le mie storie o a raccontarsene di sue.
Ieri, domenica di sole, in una piazzetta di fronte ad una scuola elementare di un paesino vicino al mare (che ha anche un magnifico castello di pietra lavica che si erge su uno scoglio altissimo e, infatti, si chiama Acicastello), il Tigre trova una di queste sue amichette intraprendenti che lo invita, prima, ad arrampicarsi su uno dei due cannoni arrugginiti posti sull’erba a contorno della stele che ricorda i caduti delle due guerre. E poi, a cercare foglie e rametti dalle forge più strane. Quando stavamo per andare via, il Tigre dice: “Questa bimba vuole fare sempre di testa sua”
E io: “Probabilmente perché è figlia unica. Non è come per te e la Pulcetta che, anche quando litigate, alla fine fate sempre una volta come dici tu e una volta come dice lei. E, la volta dopo, una volta come dice la Pulcetta e una volta come dici tu”.
Lui mi ascoltava e nel frattempo guardava l’erba fra i suoi piedi in cerca di tesori, come chi ascolta una cosa risaputa.
Io mi ascoltavo e pensavo a quanto fosse vero quello che stavo dicendo.
Io che ho sempre visto una difficoltà nel doverne crescere due così vicini d’età, senza poter dare mai maggiore spazio a ciascuno di loro.
Chissà, magari il Tigre e la Pulcetta saranno due individui più tolleranti.
E di tolleranza mi sa che il mondo ne ha tanto bisogno.

photocredits: trekearth.com

Spettacoli e messinscene

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Il Tigre:”Basta! Cambio genitori!”

Se ne va in camera sua, chiude le porte, torna.
“Ho preparato le valigie.”
Stoike:”E con chi vai, scusa?”
“Non ve lo dico, altrimenti poi lo sapete!”
La Pulcetta:”Puoi andale dai nonni, da zia Velonica o da Zuseppe e Sablina. Almeno li conossiamo.”
E, almeno, questa volta ci ha risparmiato la scena di aprire la porta d’ingresso e mettere un piede fuori nel temibile buio delle scale.

Ma era una messinscena semiseria a beneficio del suo piccolo pubblico.
Troppo teatro per bambini, in questi giorni di feste?

photo Credits: “Mr. Misterious &  company”, illustrated fiction, 1962