Double chocolate vegan banana bread

Questa è stata La prima torta che il Tigre e la Pulcetta hanno fatto davvero, nel senso che non hanno semplicemente versato gli ingredienti dentro al robot da cucina e litigato per chi dovesse azionarlo.

Questa volta uno ha impastato gli ingredienti umidi e l’altra quelli secchi.

Poi io li ho versati nella stessa ciotola, il tigre ha dato un’ultima giratina con la frusta e… non vi dico come era ridotto il nostro piano di lavoro.

Però mi sono scoperta a pensare che, sarà il pilates, sarà l’età o la stanchezza, sto diventando più paziente!

E, prima di darvi gli ingredienti, aggiungo soltanto che questa è un’ottima torta per tutte quelle persone che hanno allergie al latte (noi lo abbiamo utilizzato, ma la ricetta originale prevedeva del latte di mandorla o di soia) o che non possono mangiare le uova.

E adesso eccovi la ricetta:

  • 3 banane mature
  • 1/3 tazza di olio di arachidi
  • 3/4 tazza di zucchero di canna
  • 1 cucchiaino da the di estratto di vaniglia (o una bustina di vanillina)
  • 1 tazza di latte di mandorla o di soia o di cocco
  • 1 1/2 tazza di farina per dolci
  • 1/4 tazza di cacao non zuccherato
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1/2 cucchiaino da the di bicarbonato di soda
  • 1/2 cucchiaino da the di sale
  • 1 tazza di gocce di cioccolato 

Procedimento:

Preriscaldare il forno a 175 gradi.

In una ciotola schiacciare le banane con una forchetta. Aggiungere poi tutti gli altri ingredienti umidi.

In un’altra ciotola mischiare tutti gli ingredienti secchi.

Unire gli ingredienti secchi a quelli umidi e aggiungere infine le gocce di cioccolato.

Imburrare (o ricoprire di carta forno) uno stampo da plumcake e infornare per 45/55 minuti o, comunque, finché uno stuzzicadenti non ne uscirà asciutto.

Io posso dirvi che Stoike ha gradito!

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Con i bambini in montagna: l’Alpe di Siusi

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Ormai il Tigre e la Pulcetta stanno per compiere cinque e quattro anni, così io e Stoike avevamo deciso già in settembre dell’anno scorso di portarli qualche giorno sulla neve. E visto che c’erano tanto piaciute le Dolomiti in estate, abbiamo deciso di tornare proprio su quella parte dell’arco alpino.

Per l’inverno abbiamo scelto il comprensorio dell’alpe di Siusi. Il resto lo ha poi determinato la scelta dell’albergo che, come sa chi si muove con i bambini, è sempre una parte dell’organizzazione del viaggio a cui prestare attenzione: stanze non troppo anguste e presenza di un ristorante che possa soddisfare le esigenze minime di un bambino (pasta col pomodoro e fettina ai ferri) sono le condizioni basilari.
Noi siamo stati fortunati perché nello scegliere il luogo (l’alpe di Siusi) e il nostro albergo (l’hotel Arvina a Siusi allo Sciliar) ci siamo ritrovati in un panorama quantomai suggestivo.
In più la cabinovia che collega Siusi all’alpe si trova proprio all’ingresso del paese, per cui non è necessario percorre tanti chilometri in macchina per poter accedere alle piste.
I nostri giorni sulla neve sono stati decisamente anticonvenzionali: niente bambini sugli sci (del resto, neanche noi genitori sciamo!).

Il primo giorno siamo saliti all’alpe e abbiamo affittato gli slittini. Ma quello che più ha attratto i bambini è stata, ovviamente, la neve: il toccarla, affondarci dentro, assaggiarla, sentire le mani bruciare per il freddo.
Per due bambini del sud la neve è proprio sorprendente. E purtroppo, in maniera meno positiva, lo è anche il freddo e la Pulcetta, ancor più del Tigre, lo ha patito parecchio.

Il secondo giorno abbiamo deciso di riportare i bambini al MUSE di Trento, per una visita più accurata rispetto a quella dell’ultima volta. E devo dire che questo museo, con le sue esposizioni di concezione davvero moderna, non delude. Noi abbiamo passato l’intera giornata là dentro, fra animali, esperimenti e aree gioco.

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Il giorno dopo abbiamo optato per il kids fun Park di Castelrotto, dove i bambini più piccoli come il Tigre e la Pulcetta possono scendere con gli slittini o con gli sci su una piccola pista, per poi risalire con un tapis roulant. I più grandicelli possono anche pattinare o giocare ad hockey su una pista ghiacciata.
E poi ne abbiamo approfittato per visitare anche la piazza del paese, con il suo campanile e la sua fontana.

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La domenica abbiamo fatto una passeggiata in giro fino ad Ortisei per vedere un po’ il panorama.
E ad Ortisei abbiamo trovato anche un bel playground che non si rifiuta mai neanche quando le temperature scendono al di sotto dello zero.

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L’ultimo giorno, quello della partenza, abbiamo visitato Bolzano con i suoi portici e la bella piazza delle erbe.

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Alla fine di questa cinque giorni sulla neve possiamo dire che forse non faremo più un viaggio di questo tipo, ma che in ogni caso, perlomeno, i bambini sanno di che cosa parliamo quando parliamo di…neve!