Festa di compleanno tradizionale

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Ad Aprile, in genere, festeggiamo due compleanni: quello della Pulcetta (che è nata ad Aprile e che ha compiuto quattro anni) e quello del Tigre, il cui compleanno in effetti è a fine Marzo (di anni lui ne compie cinque).

Non essendo attratti da feste in posti grandi e spersonalizzati, preferiamo fare una merenda a casa con pochi bambini (diciotto bambini di età compresa fra uno e sei anni, forse, non sono proprio pochi!)

Quest’anno ho deciso di invitare un “animatore”: in realtà si tratta di un ex educatore che ci sa davvero fare con i bambini e che, con voce calma, li coinvolge con giochi di gruppo, pasta al sale e racconti. Niente musica o distrazioni varie, quindi.

Nei giorni precedenti alla festicciola, ho svuotato la stanza del Tigre e della Pulcetta in maniera da lasciare lo spazio sufficiente a questo circolo di iniziati.
Niente festa a tema. Solo farfalle sui piatti e bicchieri e tovaglioli arancione scelti dai bambini.
Noi genitori infatti abbiamo potuto chiacchierare tranquillamente in un altra stanza, andando a sbirciare ogni tanto per vedere quello che stava accadendo.
E poi, mentre loro mangiavano attorno ad un tavolo, noi abbiamo assaporato il nostro brunch (perché la festa è cominciata alle dieci del mattino).

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Le ultime bambine sono andate via alle quattro del pomeriggio.
Io e Stoike eravamo stanchi ma contenti.
Il Tigre ci ha detto che “è stata la festa più meravigliosa che abbia mai fatto”. E per uno schivo che odia le feste direi che è un risultato!

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Un club esclusivo alla materna

imageFino a qualche tempo fa, quando altre mamme di figlie femmine mi raccontavano delle dinamiche sociali delle femminucce, le ascoltavo con distacco.
Poi la Pulcetta, con una saggezza che non immaginavo fra le competenze di una quasi quattrenne, comincia a snocciolare piccole informazioni sul motivo per cui non è poi così contenta di andare all’asilo.
In pratica nella sua classe c’è una bambina che sta per compiere sei anni (e che credo sia un pó la pupilla della maestra). Questa bambina ha creato un gruppetto, una sorta di piccolo club, al quale per le altre bambine è bello appartenere. Ovviamente la seienne è la leader di tutte le altre mediamente quattrenni e la Pulcetta non fa parte di questo gruppo.
La Pulcetta un giorno se ne è uscita dicendo che le gemelline, che conosce da quando aveva diciotto mesi, non sono più sue amiche perché fanno parte del gruppo della seienne leader (chiamiamola così).
E che loro si sentono grandi perché giocano con la seienne.
Da madre ho pensato che fosse un’esagerazione e che avrei dovuto spiegarle che, anche se giocano con quell’altra bambina lí, possono continuare a essere sue amiche.
Quando le ho chiesto se voleva incontrare le gemelline un pomeriggio per giocare assieme, mi ha risposto di no.
Qualche giorno dopo ha aggiunto che, in effetti, una delle due gemelline, A., ogni tanto esce dal gruppo per dirle che lei è ancora sua amica. Ma C., l’altra gemella, proprio no, quella è una fedelissima della seienne.
Manco a dirlo la Pulcetta soffre di questa situazione, che sempre di una bambina di quattro anni si sta parlando. Lei dice che non vuole “farsi comandare” dalla seienne leader. Ma io credo che questa esclusione le faccia pensare, in cuor suo, che forse lei è ritenuta piccolina.
Le altre bimbe della classe che non fanno parte del club esclusivo hanno effettivamente tre anni e quindi giocano un po’ per i fatti loro.
Quello che mi fa stare serena è la straordinaria lucidità di analisi della situazione che ha fatto la Pulcetta e il fatto che non fa troppe bizze per non andare a scuola. Penso che cerchi il piacere nelle attività scolastiche e, in particolare, in quelle dei laboratori tenuti da collaboratori esterni (musica, ginnastica, drammatizzazione).
Certo la Pulcetta ha un suo carattere timido, ma al contempo caparbio e vedere la propria piccolina che cerca le sue motivazioni in contesti che pensavo estranei alla scuola materna mi fa una certa impressione.
E i vostri bambini vi raccontano i loro piccoli problemi? E voi come li affrontate?