Un club esclusivo alla materna

imageFino a qualche tempo fa, quando altre mamme di figlie femmine mi raccontavano delle dinamiche sociali delle femminucce, le ascoltavo con distacco.
Poi la Pulcetta, con una saggezza che non immaginavo fra le competenze di una quasi quattrenne, comincia a snocciolare piccole informazioni sul motivo per cui non è poi così contenta di andare all’asilo.
In pratica nella sua classe c’è una bambina che sta per compiere sei anni (e che credo sia un pó la pupilla della maestra). Questa bambina ha creato un gruppetto, una sorta di piccolo club, al quale per le altre bambine è bello appartenere. Ovviamente la seienne è la leader di tutte le altre mediamente quattrenni e la Pulcetta non fa parte di questo gruppo.
La Pulcetta un giorno se ne è uscita dicendo che le gemelline, che conosce da quando aveva diciotto mesi, non sono più sue amiche perché fanno parte del gruppo della seienne leader (chiamiamola così).
E che loro si sentono grandi perché giocano con la seienne.
Da madre ho pensato che fosse un’esagerazione e che avrei dovuto spiegarle che, anche se giocano con quell’altra bambina lí, possono continuare a essere sue amiche.
Quando le ho chiesto se voleva incontrare le gemelline un pomeriggio per giocare assieme, mi ha risposto di no.
Qualche giorno dopo ha aggiunto che, in effetti, una delle due gemelline, A., ogni tanto esce dal gruppo per dirle che lei è ancora sua amica. Ma C., l’altra gemella, proprio no, quella è una fedelissima della seienne.
Manco a dirlo la Pulcetta soffre di questa situazione, che sempre di una bambina di quattro anni si sta parlando. Lei dice che non vuole “farsi comandare” dalla seienne leader. Ma io credo che questa esclusione le faccia pensare, in cuor suo, che forse lei è ritenuta piccolina.
Le altre bimbe della classe che non fanno parte del club esclusivo hanno effettivamente tre anni e quindi giocano un po’ per i fatti loro.
Quello che mi fa stare serena è la straordinaria lucidità di analisi della situazione che ha fatto la Pulcetta e il fatto che non fa troppe bizze per non andare a scuola. Penso che cerchi il piacere nelle attività scolastiche e, in particolare, in quelle dei laboratori tenuti da collaboratori esterni (musica, ginnastica, drammatizzazione).
Certo la Pulcetta ha un suo carattere timido, ma al contempo caparbio e vedere la propria piccolina che cerca le sue motivazioni in contesti che pensavo estranei alla scuola materna mi fa una certa impressione.
E i vostri bambini vi raccontano i loro piccoli problemi? E voi come li affrontate?

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