Barcellona con i bambini

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Per il ponte del 2 giugno avevamo acquistato dei biglietti aerei per Barcellona. Si era quindi posto il dubbio del “cosa fare con i bambini a Barcellona”?

Dubbio che si è rivelato infondato perché, pur avendo avuto tre giorni pieni per la visita, sono rimaste così tante cose da fare che potremmo ritornarci fra qualche anno e fare un giro completamente diverso e scoprire quelle parti della città che abbiamo dovuto trascurare questa volta.

In questo viaggio abbiamo provato la formula dell’appartamento al posto dell’hotel e devo dire che è andata benissimo: maggiore comodità e libertà, a fronte di una spesa di certo non maggiore (per una famiglia di quattro persone).

Il nostro appartamento era la dependance di un hotel, lo chic and basic, che ne ha altri nei vari quartieri di Barcellona. Noi abbiamo scelto quello del quartiere Born (una parte della Ribera) perché ci sembrava più vicino ai posti che volevamo visitare e in effetti la scelta si è rivelata felice.

E da dove potevamo cominciare la nostra visita se non dall’acquario? Chi conosce questo blog sa della passione del tigre per gli animali, anche se ultimamente l’ambiente marino è passato in secondo piano rispetto all’amore smodato per i rettili.
L’acquario di Barcellona, a dispetto di quello che avevo letto a suo riguardo, non mi è sembrato all’altezza di altri che abbiamo visitato (Genova e Londra sono sicuramente più belli).
Le vasche sono tante, ma le installazioni e i pannelli che dovrebbero intrattenere i bambini sono spesso sciupate.
Abbiamo visto le varie vasche e, come sempre, ho pensato a quanto materiale offre il mondo marino, con i suoi colori e l’eleganza delle sue forme, agli stilisti d’alta moda.

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Per pranzo ci siamo diretti alla Barcelloneta: per tutto il venerdì i canti e i colori dei tifosi dell’atletico Bilbao che giocava la coppa del rei contro il Barça ci hanno accompagnati e tenuto allegra compagnia.
I carrer della Barcelloneta, il quartiere da dove i barcellonin raggiungono il mare, erano invasi da gruppi mascherati accompagnati da musica e fanfare. Il quartiere aveva un’aria festosa ed estiva.

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Ci siamo fermati in un posticino e abbiamo assaporato la nostra paella.
Nel pomeriggio, avendo molto vicino a casa il Parc della Ciutadella, siamo andati lì a fare due passi e anche una gitarella in barca nel piccolo laghetto.
Il giorno dopo ho realizzato un sogno: portare i bambini sul tetto di casa Milà, uno degli edifici di Antoni Gaudí, altresì detto “la Pedrera”. E la cosa più bella è stata vedere i bambini fortemente interessati all’ambiente architettonico.

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Dopo la visita della Pedrera ci siamo diretti nuovamente al Parc della Ciutadella, in quanto all’interno vi è ospitato anche lo zoo che offre la visione di tre spettacoli giornalieri dei delfini (per i quali è bene andare almeno un’ora prima perché si forma sempre una gran fila e il rischio è quello di non arrivare ad entrare a causa delll’esubero di persone).
Lo zoo, seppur raccolto, ospita un gran numero di specie e all’interno è presente anche un’area giochi divertente, per una pausa fra un rettilario e una vasca delle foche.
Il nostro terzo giorno di visita era un lunedì e molti musei a Barcellona sono chiusi, così abbiamo girato un po’ il quartiere fino alla chiesa di Santa Maria del Mar, una cattedrale gotica molto bella.

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Purtroppo abbiamo trovato chiuso anche il Mercat di Santa Caterina e così ci siamo diretti al Parc Guell, ma anche lì, malgrado il caldo e la sfacchinata di affrontare strade ripidissime e solo in parte servite da scale mobili, la fortuna non si è mostrata dalla nostra parte, perché la prima entrata per visitare le zone con le costruzioni di Gaudí sarebbe stata soltanto dopo un paio d’ore.
Così abbiamo dato un’occhiata dall’alto e ci siamo spostati all’Eixample, il quartiere dove sorge la Sagrada Familia. E con la visita a questa singolare cattedrale e una sosta al parco giochi che sorge nel parco proprio di fronte alla chiesa, si è chiuso il nostro soggiorno a Barcellona.

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Che sicuramente ha tante altre cose da offrire, motivo per cui stiamo già pensando a quello che faremo quando ci ritorneremo!

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