Grest estivo

imageAvevo pensato che fosse l’anno giusto per il grest.
Fino all’anno scorso il Tigre e la Pulcetta avevano trascorso luglio al nido, giocando nella terrazza attrezzata con delle piscine per bambini piccoli.

Avevo scelto un grest dove avrebbero fatto pittura, carta pesta, torte e orto. E in più un po’ di inglese trasversale a tutte le attività, grazie alla presenza di una persona madrelingua. Niente di eccezionale, ma un modo carino di passare del tempo fuori casa. Avevo anche escluso la piscina, perché sapevo che almeno le prime volte, senza di me, non sarebbero andati da nessuna parte.

Poi è cominciato. La Pulcetta, già in una fase di regressione-attaccamento alla mamma, non è ha voluto sentire di restare e così mi sono fermata per cercare di farla ambientare e andare poi via.
Le mamme non devono mai vedere con i loro occhi lo spietato mondo dei bambini!

Ci accoglie una musica assordante. Assisto alla goffaggine di ragazzi provenienti da un corso di educatore all’infanzia al loro primo contatto con dei bambini.
La Pulcetta non si stacca e io non me la sento di farla piangere per un grest.

Ah Madre non lavoratrice! Che la vuole cruda e la vuole cotta. Li vuole indipendenti, ma li vuole in un contesto accettabile. Non li vuole fare piangere, ma è stanca di giocare tutto il tempo con loro tralasciando attività più adulte.

Capito che il Tigre non sarebbe più andato a quel grest, provo a mandarlo in un altro dove portano i bambini al mare e che è frequentato anche dal suo migliore amico.
Torna con un diavolo per capello: ma avrei dovuto immaginarlo che stare quattro ore al mare, a digiuno fino alle dodici, per lui avrebbe significato un supplizio.
Fine della nostra esperienza con i grest.

E voi? Qual è il vostro approccio nella scelta del grest estivo? E i vostri bambini sono contenti di andare?

photo credits: @ emmanuelle colin