Perché andare in Scozia con i bambini

Ed eccoci tornati sul blog e dal nostro viaggio estivo. Quest’anno siamo stati in Scozia.

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Una meta che consiglio a chi viaggia con bambini perché:
1) Non è troppo lontana, ma è dotata di fascino.
2) I paesaggi scozzesi restano nell’anima.
3) E’ varia: si va dalla visita delle città a quelle dei castelli, dal whale watching alla passeggiata in campagna o, per i più esperti, in montagna. Da un pic-nic sotto un castello ad uno spuntino in riva ad un lago.
4) perché avvicina di un pochino noi genitori ai viaggi che facevamo un tempo!

Ed ora il nostro racconto di viaggio:

Innanzitutto c’è da dire che la nuova edizione della guida che ci avrebbe permesso di avere un’idea dei posti da visitare è uscita solo a fine maggio. E cosi, io e Stoike, che fra l’altro l’abbiamo “studiata” solo nei ritagli di tempo, abbiamo pensato un itinerario e prenotato gli alberghi solo a giugno e luglio. E vi assicuro che non è stato un lavoro semplice.

Infatti a Edimburgo in Agosto è tutto un fiorire di festival (si va dal Fringe Festival al festival internazionale del libro, passando per il festival della parata militare in uniforme e cornamusa). E poi perché la Scozia è ancora un paese genuino e anche un po’ selvaggio, se vogliamo: in molte parti, esiste una località più famosa in cui si possono trovare alberghetti, ristoranti e supermarket; e poi una serie di paesini in cui la comunità clericale fa da perno alla vita del posto (spesso una serie di case e qualche chiesa) e gestisce addirittura l’unico locale in cui si può mangiare o bere qualcosa.

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Quando da casa cercavamo una stanza familiare (cioè per quattro persone) e avevamo serie difficoltà perché tutto risultava pieno, ci veniva di pensare che forse avremmo trovato orde di turisti.

Invece a parte ad Edimburgo e a qualche altra città, per il resto la sensazione non era quella di un turismo di massa (fatta eccezione ovviamente per le visite nei castelli o nei luoghi di interesse più famosi).

Il nostro viaggio è durato quindici giorni e, dopo il primo giorno a Edimburgo, abbiamo affittato una macchina, con la quale abbiamo raggiunto Fortwilliam.
Qui abbiamo fatto una piccola passeggiata (ma il posto avrebbe meritato più tempo) al Glen Nevis, una delle vette più alte del luogo.

Per il giorno dopo avevamo già prenotato da casa i biglietti per il Jacobite, un antico treno a vapore che attraversa anche un ponte ad archi famoso per gli amanti della saga di Harry Potter: il Glenfinnan viaduct.

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Il tempo, in questo caso, non ci ha molto aiutato, ma, perlomeno, ci trovavamo al calduccio all’interno della nostra carrozza.

Dopo Fortwilliam, altra lunga tappa di strada con guida a sinistra per arrivare a Portree, sull’isola di Skye. Un’isola dai paesaggi fantastici, spesso spazzata dal vento.
Il primo giorno abbiamo visitato i Fairy Glen: uno scenario insolito con delle collinette piramidali dove i bambini si sono divertiti a fare su e giù inseguendo qualche pecora.
Continuando il nostro giro in macchina per Skye siamo passati anche a Staffin dove sono state ritrovate delle impronte fossili di dinosauro, i cui calchi originali, in verità, stanno a Glasgow. Ma vale la pena fermarsi a guardare le scogliere a strapiombo sul mare.

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Il secondo giorno siamo andati alla ricerca della Coral beach, una spiaggia il cui candore è dovuto alla frammentazione di gusci di conchiglie e coralli che la compongono.
Un posto davvero bellissimo, in cui un morbido mantello erboso lambisce la spiaggia dove i bambini si sono impegnati in una lunga caccia al frammento più bello.

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Nel pomeriggio abbiamo visitato Dunvegan Castle e, soprattutto, la colonia di foche che vive nei suoi pressi.

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Dopo Skye abbiamo raggiunto un’altra isola: la selvaggia Mull. E, nella baia di Tobermory, ci siamo imbarcati per il whale watching. Purtroppo non abbiamo avvistato nessuna balenottera minore, ma abbiamo visto foche, cormorani, aquile e, a detta del nostro capitano, uno squalo elefante, che vive nelle acque scozzesi nutrendosi di plancton e che rischia l’estinzione a causa della caccia selvaggia dello scorso secolo.

A Mull abbiamo avuto ospiti nella nostra camera d’albergo due ranocchie che sono state poi debitamente liberate nel fiumiciattolo vicino al nostro albergo di campagna. Ovviamente per somma gioia del Tigre!

A Mull abbiamo passato un delizioso pomeriggio di sole nei dintorni del castello di Craignure, che ha anche una sala da the che consente di portare le bevande ai tavoli posti fuori, per potersi rilassare sul prato.

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La nostra penultima tappa è stata Glasgow, che avevo fortemente voluto per il museo scientifico. In realtà la visita si è rivelata al di sotto delle aspettative, forse perché il Tigre e la Pulcetta sono ancora piccoli, o forse perché la città della scienza di Genova è davvero insuperabile per bambini della loro fascia di età. Ciò non toglie che ai bambini è comunque piaciuto, soprattutto lo show sul fuoco al quale abbiamo assistito.

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Nel pomeriggio del nostro unico giorno a Glasgow abbiamo visto il Kelvingrove Museum, che invece merita senz’altro una visita piuttosto approfondita e che ha nella sua collezione capolavori di vari impressionisti, Van Gogh, Picasso e Dalí (il famoso Cristo di San Giovanni della croce). Oltre ad un vero spitfire che sovrasta delle giraffe e altri animali in una delle sale dalla esposizione illuminista.

Dopo Glasgow, ultimo giorno per le strade della affollata, ma elegante, Edimburgo.

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Ci avevano detto che avremmo avuto freddo e si, è vero, c’era freddo. Ma mentre noi giravamo in giacca tecnica e pile, qualche scozzese andava in sandali e canotta per non farsi sfuggire l’ultimo lembo d’estate!
Ci avevano detto dei moscerini fastidiosissimi, ma abbiamo avuto modo di “apprezzarli” solo quando un pomeriggio a Skye è uscito il sole e la temperatura è salita a ventiquattro gradi. Dopo un’ora, andato via il sole non c’erano più!
Ci avevano detto che avrebbe piovuto, ma malgrado i nostri quattro ombrellini (che non sarebbero serviti comunque a niente, visto il vento che soffia sempre) abbiamo avuto le classiche quattro stagioni in un’unica giornata.
Insomma la Scozia a noi è piaciuta tanto.

E voi come avete passato le vostre vacanze?

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5 pensieri su “Perché andare in Scozia con i bambini

  1. Noi quest’anno siamo stati in Sardegna ma ad Edimburgo eravamo andati con il nano di un anno, a trovare degli amici che ora vivono lì. Incantevole! Di viaggi on the road da quando c’è il nano ne abbiamo fatto solo uno, in Portogallo, o meglio, l’ho fatto da sola perchè l’Almparito lavorava. Però andare all’estero a me piace sempre molto, così come visitare l’Italia: l’importante è non satre sempre fermi nello stesso posto o, peggio, sdraiati in spiaggia, per me!!
    Mi piacerebbe molto tronare in Scozia per girare un pò, oltre che rivedere gli amici, ma per ora le finanze non lo consentono. Comunque le tue foto sono bellissime e a me hanno ricordato l’Irlanda che ho visto da bambina!

    Mi piace

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