Eccomi

L’anno scorso non ho scritto tanto. È stato un anno tranquillo per Tigre e Pulcetta: crescono e il metro con cui misuro il loro allontanarsi da me, per diventare sempre più persone indipendenti,  è le loro manine, piccole ma dalle dita sempre più affusolate.

Quest’anno è anche un po’ a me che voglio guardare. Stando con loro, ho perso un po’ me stessa.

Credo che questo accada a tante donne che non lavorano e che si sono ritrovate a fare soltanto le mamme.

Così come crescono le loro manine, vorrei veder crescere e rifiorire la mia vita. 

La vorrei dipingere di pezze colorate e un po’ frivole, di collage di parole e penne fluorescenti. Di righe marinare e idee sussurrate ma realizzate. Di insolite strisce di sole su muri di cemento. 

Allora amiche che passate di qua, ci scambieremo le nostre opinioni su cosa significa essere mamma non lavoratrice, sulle mie passioni: la lettura, la scrittura e su tutte quelle cose che hanno un senso tanto da essere trasmesse ai nostri figli.

A presto

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