Cristalli di sale colorati

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Era da un po’ che non tenevo il Tigre impegnato (beh, forse impegnato è una parola grossa!) con un “esperimento”.

Dovendo escogitarne uno in fretta ho fatto ricorso alla rete e ne ho trovato uno qui.

È davvero semplice, ma stupisce comunque un quasi cinquenne e facilita la mamma nella ricerca degli “ingredienti” , che infatti sono solo due:

  • sale grosso
  • coloranti alimentari

Abbiamo messo un pugnetto di sale in un sacchetto da freezer, abbiamo aggiunto qualche goccia di colorante alimentare dei nostri colori preferiti, abbiamo shakerato e voilà: il gioco è fatto!

E poi ci si può fare un mosaico, come abbiamo fatto noi

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imageOppure si possono mettere a strati in un barattolo di vetro per un effetto arcobaleno o, ancora, utilizzarli in un terrario per mini dinosauri.

Da noi stanno ancora li nei loro contenitori e, ogni tanto, ci giochiamo al venditore di pietre preziose!

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Ci siamo fatti quattro palle

In queste feste di febbre, tosse e mal di pancia come si può far passare il tempo infinito a due bambini ancora piccoli (soprattutto se, come da noi, non si utilizza il tablet o la Tv per i tempi morti e neanche per quelli vivi)?

Per il giorno dei diritti dei bambini, la maestra del Tigre ha organizzato un laboratorio avvalendosi di collaboratori esterni che hanno intrattenuto i bambini con burattini, pitture, teatrini e giochi. La Pulcetta, invitata come ospite esterna, ha partecipato ad uno dei laboratori di creatività durante il quale un ragazzo, con poca pazienza e molta manualità, ci ha insegnato a fare una tartaruga partendo da un quotidiano e dello scotch carta.

Una volta a casa abbiamo creato anche noi diverse tartarughe.

Ma ci avevano detto in quell’occasione che, con la stessa tecnica, si potevano fare delle palle di Natale.

Ovviamente al momento opportuno l’informazione è tornata a galla.

Ed eccoci qui con quello che serve:

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– Carta di un quotidiano

– scotch carta

– forbici

– colla

– filo (noi abbiamo utilizzato del filo di lana, sempre quello)

– colori a tempera

– pennelli

La realizzazione è davvero molto semplice: si appallottola un foglio di giornale, si avvolge questa prima palla con un altro foglio, si manipola un po’ per darle una bella forma rotonda (noi lo abbiamo fatto poco!) e poi si procede ad avvolgere lo scotch carta tutto intorno alla palla. Nel frattempo si lega il filo con lo scotch carta. E quando la palla è pronta la si può dipingere.

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E poi, appenderla sui rami dell’abete:

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Craft with kids

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Guardate i colori di questo gomitolo di lana: non ha tutte le sfumature dell’autunno?
Ricorda il sentiero di un bosco. O le foglie della vite rampicante che si tingono delle pennellate più capricciose.
Cosa avrei potuto realizzarci? In realtà l’ho acquistato al mercato per fare dei pon pon con i bambini. E uno lo abbiamo fatto pure: gli abbiamo applicato due occhietti ed è diventato un simpatico ragnetto.
E poi che altro fare?
Ok, basta sognare! Cosa ci si può fare con due bambini di quattro e tre anni per casa? Ma una bella ragnatela , o i confini di una casa immaginaria dove poter fare tana se la mamma ti insegue!
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Giochi con il ghiaccio

Al Tigre piacciono gli “esperimenti”, o meglio, quelli che lui chiama esperimenti. Complici i racconti di uno zio chimico che, fin da piccolo, ne combinava di tutti i colori, con le sue scatole del piccolo chimico.

Essendo ancora un po’ piccolo e non avendo io sempre voglia di impiastricciare la cucina con soluzioni di sale, limone e bicarbonato che fanno tanto  un divertentissimo effetto vulcano, ricorriamo spesso…al ghiaccio. L’idea mi è stata suggerita da quel genio di Giada del blog quandofuoripiove.

Immergere qualcosa nell’acqua per poi vederla, dopo qualche ora, ingabbiata in trasparenza in un cubetto di ghiaccio fa tanto “era glaciale”.

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A volte, per rendere il gioco un po’ diverso, coloriamo anche i cubetti:

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E poi ci giochiamo a “hockey sulla leccarda”!

Da ultimo, creiamo delle bellissime uova di ghiaccio riempiendo dei palloncini che infiliamo in freezer e poi “sbucciamo” una volta ghiacciati:

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A volte diventano degli attraenti ghiaccioli, ma va beh!

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E sempre, dico sempre, va a finire che ci si inzuppa fino ai gomiti!

 

Il Carnevale del pesciolino

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All’inizio di febbraio, sondando con il Tigre a riguardo del costume di carnevale per quest’anno, avevo ottenuto delle risposte un po’ vaghe su dei travestimenti da ragno, da camaleonte, tutti dettati da momentanei interessi naturalistici.

La Pulcetta, invece, aveva espresso il desiderio di un costume da cappuccetto rosso che mi sembrava una deliziosa idea tradizionale fuori dalle mode delle varie principesse.

Dopo qualche giorno, alla Pulcetta viene l’idea di un travestimento da pesciolino, alla quale si accoda anche il fratello.

Ovviamente ho abbracciato subito con entusiasmo questo desiderio, non conscia, però, del lavoro che ci vuole per allestire un costume da pesce arcobaleno.

Subito ho acquistato delle belle stoffe sberluccicanti.
La mia idea partiva da questa immagine.
Ma la realizzazione non è stata così semplice come pensavo, soprattutto per la povera nonna che ha dovuto materialmente mettersi a lavoro.
Ma alla fine ecco i due risultati.

Due bei pesciolini splendenti, non pensate?

Colorare con le dita!

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Fino ad ora, per i loro capolavori, il Tigre e la Pulcetta hanno utilizzato pastelli a cera, pennarelli a spirito e acquerelli. Questi ultimi sono sempre stati fra i loro mezzi preferiti: i bambini impazziscono all’idea che, aggiungendo un po’ di acqua ad una pasticca, si può creare una bellissima scia colorata. (In effetti tutti i giochi in cui c’è di mezzo l’acqua li tiene occupati per almeno un quarto d’ora).
Guardando dei siti di blogger molto brave (anche come mamme!), ho capito che dovevo osare.
Soprattutto, dopo aver visto alcuni lavoretti che Giada di quandofuoripiove e il suo Puki riescono a realizzare, allora mi sono sentita una codarda e ho detto a me stessa: e’ arrivato il momento delle tempere.
In effetti, mi sono resa conto che non avevo mai fatto utilizzare questi colori (con i quali si possono fare tante cose, oltre che un semplice disegno) solo per paura dei possibili danni all’ambiente domestico! E cioè: mani imbrattate sui loro letti, sui loro piumoni, a sfiorare i muri e così via. Inoltre, sapevo già che non avremmo di certo potuto utilizzare le tempere in presenza di Stoik, in quanto è un caro padre, ma è uno che proprio a certe cose non e’ abituato. E questo era un altro deterrente che pesava sulla scelta di altri tipi di colori. E così, bando alle remore, sono andata nella prima cartoleria vicino casa e ne sono tornata con il primo timido pacchettino di colori a dita per il Tigre e per la Pulcetta.
Il primo a utilizzarli e’ stato il Tigre: sorpreso all’idea di utilizzare le mani a posto dei pennelli, ci ha pasticciato un po’ e, a lavoro finito, si è sentito soddisfatto.
La Pulcetta, invece, ha continuato, felice, dal foglio di carta fin sopra il suo corpo:

Il problema e’ stato, poi, convincerla a pulirsi!

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Le perline con la pasta di sale

La collana di pasta al sale

La collana di pasta al sale

In genere, a mio avviso, impastare farina, creta, dido’, o qualsiasi altra cosa malleabile, e’ piacevole e rilassante per adulti e bambini. Così, sapendo che alla Pulcetta sarebbe piaciuto infilare perline e vedere realizzato qualcosa che somigliasse ad una collana, ho pensato che potesse essere carino cominciare a costruirci da soli le perle con la pasta al sale.

Il primo pomeriggio abbiamo impastato il solito miscuglio di acqua, sale e farina, aggiungendo però dei coloranti alimentari: noi avevamo il blu e il rosso. Non so se i colori per alimenti in polvere sono esattamente quello che ci vuole per colorare la pasta al sale, ma ai nostri fini sono andati piuttosto bene perché abbiamo ottenuto una pasta verdognola, azzurra, rosa o rossa a seconda di chi la impastava.  Ho fatto fare ai bambini dei cordoncini che poi ripiegavano e di cui appiccicavano le estremita’. Le abbiamo riposte sulla carta forno e lasciate asciugare per una notte. L’indomani mattina , quando loro erano a scuola, ho cotto nel forno, a 175 gradi per due ore, queste perlone un po’ bislacche. E al pomeriggio le abbiamo infilate in un cordoncino di nylon che avevo precedentemente comprato al supermercato.

In tutto abbiamo passato qualche ora di due pomeriggi in maniera rilassata e creativa. E in più, adesso, le collane si sono trasformate in dei collari per i nostri cani peluche con i quali il Tigre e la Pulcetta giocano ogni giorno.