Regalini per una festa in primavera

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Anche quest’anno la primavera ha portato i festeggiamenti per il Tigre e la Pulcetta. In grande piccolo stile: festeggiare a casa, all’aria aperta e con tutti i compagnetti. Niente musica, niente animatori. Per fortuna abbiamo un giardino vicino al mare che è stato invaso da bambini sfrenati, sorridenti e sudati.
E come piccolo ricordo: ai maschietti una macchinina e un lecca lecca. Alle femminucce dei fermagli e degli stickers.

Se volete copiare l’idea, io ho utilizzato i fermagli di H&M in confezione da tre. Li ho separati, attaccati su dei cartoncini e infilati in delle bustine di Tiger.

Per i maschietti ho acquistato le confezioni da dieci macchinine della hot wheels che ho, come per le bambine, separato e infilato nelle stesse bustine colorate.

Ed ecco il risultato:

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Grest estivo

imageAvevo pensato che fosse l’anno giusto per il grest.
Fino all’anno scorso il Tigre e la Pulcetta avevano trascorso luglio al nido, giocando nella terrazza attrezzata con delle piscine per bambini piccoli.

Avevo scelto un grest dove avrebbero fatto pittura, carta pesta, torte e orto. E in più un po’ di inglese trasversale a tutte le attività, grazie alla presenza di una persona madrelingua. Niente di eccezionale, ma un modo carino di passare del tempo fuori casa. Avevo anche escluso la piscina, perché sapevo che almeno le prime volte, senza di me, non sarebbero andati da nessuna parte.

Poi è cominciato. La Pulcetta, già in una fase di regressione-attaccamento alla mamma, non è ha voluto sentire di restare e così mi sono fermata per cercare di farla ambientare e andare poi via.
Le mamme non devono mai vedere con i loro occhi lo spietato mondo dei bambini!

Ci accoglie una musica assordante. Assisto alla goffaggine di ragazzi provenienti da un corso di educatore all’infanzia al loro primo contatto con dei bambini.
La Pulcetta non si stacca e io non me la sento di farla piangere per un grest.

Ah Madre non lavoratrice! Che la vuole cruda e la vuole cotta. Li vuole indipendenti, ma li vuole in un contesto accettabile. Non li vuole fare piangere, ma è stanca di giocare tutto il tempo con loro tralasciando attività più adulte.

Capito che il Tigre non sarebbe più andato a quel grest, provo a mandarlo in un altro dove portano i bambini al mare e che è frequentato anche dal suo migliore amico.
Torna con un diavolo per capello: ma avrei dovuto immaginarlo che stare quattro ore al mare, a digiuno fino alle dodici, per lui avrebbe significato un supplizio.
Fine della nostra esperienza con i grest.

E voi? Qual è il vostro approccio nella scelta del grest estivo? E i vostri bambini sono contenti di andare?

photo credits: @ emmanuelle colin

Festa di compleanno tradizionale

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Ad Aprile, in genere, festeggiamo due compleanni: quello della Pulcetta (che è nata ad Aprile e che ha compiuto quattro anni) e quello del Tigre, il cui compleanno in effetti è a fine Marzo (di anni lui ne compie cinque).

Non essendo attratti da feste in posti grandi e spersonalizzati, preferiamo fare una merenda a casa con pochi bambini (diciotto bambini di età compresa fra uno e sei anni, forse, non sono proprio pochi!)

Quest’anno ho deciso di invitare un “animatore”: in realtà si tratta di un ex educatore che ci sa davvero fare con i bambini e che, con voce calma, li coinvolge con giochi di gruppo, pasta al sale e racconti. Niente musica o distrazioni varie, quindi.

Nei giorni precedenti alla festicciola, ho svuotato la stanza del Tigre e della Pulcetta in maniera da lasciare lo spazio sufficiente a questo circolo di iniziati.
Niente festa a tema. Solo farfalle sui piatti e bicchieri e tovaglioli arancione scelti dai bambini.
Noi genitori infatti abbiamo potuto chiacchierare tranquillamente in un altra stanza, andando a sbirciare ogni tanto per vedere quello che stava accadendo.
E poi, mentre loro mangiavano attorno ad un tavolo, noi abbiamo assaporato il nostro brunch (perché la festa è cominciata alle dieci del mattino).

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Le ultime bambine sono andate via alle quattro del pomeriggio.
Io e Stoike eravamo stanchi ma contenti.
Il Tigre ci ha detto che “è stata la festa più meravigliosa che abbia mai fatto”. E per uno schivo che odia le feste direi che è un risultato!

Un club esclusivo alla materna

imageFino a qualche tempo fa, quando altre mamme di figlie femmine mi raccontavano delle dinamiche sociali delle femminucce, le ascoltavo con distacco.
Poi la Pulcetta, con una saggezza che non immaginavo fra le competenze di una quasi quattrenne, comincia a snocciolare piccole informazioni sul motivo per cui non è poi così contenta di andare all’asilo.
In pratica nella sua classe c’è una bambina che sta per compiere sei anni (e che credo sia un pó la pupilla della maestra). Questa bambina ha creato un gruppetto, una sorta di piccolo club, al quale per le altre bambine è bello appartenere. Ovviamente la seienne è la leader di tutte le altre mediamente quattrenni e la Pulcetta non fa parte di questo gruppo.
La Pulcetta un giorno se ne è uscita dicendo che le gemelline, che conosce da quando aveva diciotto mesi, non sono più sue amiche perché fanno parte del gruppo della seienne leader (chiamiamola così).
E che loro si sentono grandi perché giocano con la seienne.
Da madre ho pensato che fosse un’esagerazione e che avrei dovuto spiegarle che, anche se giocano con quell’altra bambina lí, possono continuare a essere sue amiche.
Quando le ho chiesto se voleva incontrare le gemelline un pomeriggio per giocare assieme, mi ha risposto di no.
Qualche giorno dopo ha aggiunto che, in effetti, una delle due gemelline, A., ogni tanto esce dal gruppo per dirle che lei è ancora sua amica. Ma C., l’altra gemella, proprio no, quella è una fedelissima della seienne.
Manco a dirlo la Pulcetta soffre di questa situazione, che sempre di una bambina di quattro anni si sta parlando. Lei dice che non vuole “farsi comandare” dalla seienne leader. Ma io credo che questa esclusione le faccia pensare, in cuor suo, che forse lei è ritenuta piccolina.
Le altre bimbe della classe che non fanno parte del club esclusivo hanno effettivamente tre anni e quindi giocano un po’ per i fatti loro.
Quello che mi fa stare serena è la straordinaria lucidità di analisi della situazione che ha fatto la Pulcetta e il fatto che non fa troppe bizze per non andare a scuola. Penso che cerchi il piacere nelle attività scolastiche e, in particolare, in quelle dei laboratori tenuti da collaboratori esterni (musica, ginnastica, drammatizzazione).
Certo la Pulcetta ha un suo carattere timido, ma al contempo caparbio e vedere la propria piccolina che cerca le sue motivazioni in contesti che pensavo estranei alla scuola materna mi fa una certa impressione.
E i vostri bambini vi raccontano i loro piccoli problemi? E voi come li affrontate?

Spettacoli e messinscene

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Il Tigre:”Basta! Cambio genitori!”

Se ne va in camera sua, chiude le porte, torna.
“Ho preparato le valigie.”
Stoike:”E con chi vai, scusa?”
“Non ve lo dico, altrimenti poi lo sapete!”
La Pulcetta:”Puoi andale dai nonni, da zia Velonica o da Zuseppe e Sablina. Almeno li conossiamo.”
E, almeno, questa volta ci ha risparmiato la scena di aprire la porta d’ingresso e mettere un piede fuori nel temibile buio delle scale.

Ma era una messinscena semiseria a beneficio del suo piccolo pubblico.
Troppo teatro per bambini, in questi giorni di feste?

photo Credits: “Mr. Misterious &  company”, illustrated fiction, 1962

 

Abbiamo visto Dragon Trainer 2

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La sera dell’11, in una bellissima arena piena di piante, fiori e famiglie con bambini, abbiamo assistito all’anteprima del secondo capitolo delle avventure di Hiccup e degli altri cavalieri.

Il film è davvero ben realizzato, tanto da risultare gradevole anche ad un adulto (seppur appassionato). E la trama non è un già visto in assoluto: certo non c’è (quasi) nessuna sorpresa nella narrazione, ma non è banale e smielata come può esserlo un film “di principesse” della Disney.

Visto che io e Stoike (il mio Stoike, non quello del film) non andiamo quasi più a vedere film per adulti, ho colto l’occasione per trarre qualche pensiero anche da un cartone per bambini e preadolescenti!
In effetti la ritrovata madre di Hiccup è il vero nuovo personaggio di questo sequel ed è lei a dare la chiave di lettura per il carattere problematico (almeno, lui lo vive così) del protagonista.
Fin dal primo film, Hiccup è diverso dagli altri ragazzini di Berk: più intelligente e meno vichingo. Lui stesso non capisce come può essere così differente da suo padre, il capo del villaggio, Stoike l’immenso. Si redime soltanto grazie all’amicizia che riesce a instaurare con i draghi, grande flagello di Berk, spingendoli a diventare animali quasi domestici.

In questa nuova avventura, la madre che lui stesso ritrova ci spiega molto del modo di essere di questo ragazzo, così incline all’amicizia con i draghi e così imbranato nei rapporti con gli altri esseri umani.

In fondo se il Tigre è così cervellotico e sensibile e più propenso ad amicizie con bambini più grandi è perché io sono come lui.

Ebbene si, anche Dragon Trainer offre spunti di riflessione ad una madre che non la smette di usare troppo la testa!

Ti sposi con me?

“Ti sposi con me?”
“No, mi hai fatto arrabbiare!”

Chissà per quale futile motivo, il Tigre e’ arrabbiato con me. Siamo al sommo ricatto: non mi vuole più sposare. Di solito e’ lui ad avanzare la proposta.

“E dai, ti sposi con me?”
“No! Mi sposo con Miriam!”
“E dai, sposati con me.”
“No. Ma io dico alla mia donna che faccio un giretto e vengo da te a casa tua e ci resto molto molto.”

La sua donna? Un giretto? Casa mia? Ma quanti anni ha? Io ricordavo di averlo partorito nel 2010.